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Periferie, sardine, gattopardi: la sinistra che non riesce a convincere

e che deve sforzarsi di aiutare le persone a vincere le paure e a affrontare le sfide del futuro. Quando la politica non ha idee e progetti esiste una soluzione sicura, che pratica da parecchi anni: cambiare almeno l’abito. Ma fare i gattopardi non basta e non basterà.

Periferie, che Francesco Guccini in «Piccola città» definisce un bastardo posto e commenta «Oggi ci sono enormi casermoni, uno dopo l’altro. Il centro, lo conosco. Ma la città, la sua periferia esplosa senza alcun ordine non la riconosco».
Periferie, verso cui la città si estende fino alle campagne, luoghi dove cova il tradimento elettorale verso la sinistra, luoghi del solo abitare, della confusione e del disordine, della disuguaglianza sociale e degli scarti, della bellezza dimenticata, della protesta che oggi vota più convinta a destra (dopo la delusione per M5Stelle).
Da molto tempo le cartine del voto dicono che il centrosinistra prende consensi più nelle ZTL che nelle periferie. E tutti a sostenere che si deve tornare nei territori, parlare con le persone. Serve una svolta, rinnoviamoci, anzi di più, rifondiamoci, serve più sinistra. É un mantra ossessivo, ripetuto da mesi. Funziona? Pare non molto. Cosa significa nel concreto? Sembra lo abbia capito meglio Fabrizio Barca che sta ai margini.
Perché non si riesce a invertire la tendenza? Perché fuori dal PD la sinistra non cresce? Perché dentro il PD la sinistra non è maggioranza?
Nel contempo il centrosinistra continua a dividersi pericolosamente, sognando il proporzionale, così ciascuno potrà piantare con maggiore convinzione la propria bandierina.
Intanto, arrivate le temute elezioni dell’Emilia Romagna, leggiamo i dati dell’Istituto Cattaneo e di molti istituti di ricerca e pensiamo: pericolo scampato, l’assedio sovranista, dell’odio e della paura, non è riuscito.
É solo rimandato oppure è un l’inizio di una inversione di tendenza? Dimenticandoci che abbiamo perso anche la Calabria e prima ancora l’Umbria per motivazioni poco dignitose.
Ha convinto solo Bonaccini per le sue qualità? Oppure è passato il messaggio di una identità politica e sociale a sinistra da difendere perché ha sempre dato buoni risultati? Oppure è stata soprattutto la paura di Salvini? Capiremo.
Intanto Zingaretti ringrazia le sardine per l’aiuto inaspettato e chiede una mano, poi offre a Elly Schlein la presidenza del PD ben sapendo che non avrebbe accettato.
Però, quando la politica non ha idee e progetti che funzionano esiste una soluzione sicura, che pratica da parecchi anni: cambiare almeno l’abito. Ma fare i gattopardi non basta e non basterà. Soprattutto alla sinistra, che deve sforzarsi di aiutare le persone a vincere le paure e affrontare le sfide del futuro. Confrontandosi e stando vicina alla vita delle persone, partendo dalle più indifese.

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