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Ricambi Citroën ovvero il libero mercato spiegato ai bambini

Il libero mercato, si dice, è la condizione in cui produttore e consumatore non si costringono né si ingannano a vicenda. La concorrenza fra produttori è libera, chiunque può entrare nel mercato, perciò esiste una ricca pluralità di venditori. L’acquirente sceglie l’offerta più vantaggiosa per qualità/prezzo, premiando i fornitori più bravi e il prodotto si vende al prezzo minimo fra quelli ancora remunerativi per il produttore. Tutto questo favorisce i migliori, stimola l’innovazione, promuove l’efficienza delle aziende. Senza bisogno di nessun intervento di regolazione pubblico, il mercato ha effetti benefici, migliora persino il carattere e i talenti delle persone, dà impulso al progresso sociale. Vediamo dunque come funziona in un caso pratico.

Due anni fa, al momento di sostituire la mia vecchia Alfa, ho scelto una Citroën: un’ottima auto, ne sono molto soddisfatto. Io però sono un guidatore distratto e,  parcheggiando, ho distrutto la calottina di plastica dello specchietto esterno. Poco male, mi son detto, lo specchietto elettrico continua a funzionare perfettamente e la calottina costerà al massimo 10 euro. Vado dal concessionario e, sorpresa!, la calottina non si può acquistare. Si deve sostituire tutto lo specchietto funzionante per la modica cifra di 326 euro. Piuttosto seccato me ne vado a casa e scrivo un reclamo al Servizio clienti della marca. Qualche giorno dopo mi rispondono che la risposta della concessionaria è stata ineccepibile: in effetti, la calottina da sola non si può acquistare. A questo punto, avrei voluto chiedere qualche spiegazione. Leggo nelle loro linee guida sulla Responsabilità e l’Etica che (https://www.groupe-psa.com/fr/groupe-automobile/responsabilite/) “le group Psa” è impegnato a ottimizzare la gestione dei suoi differenti capitali, incluso quello ambientale, cioè le risorse “renouvelables et non renouvelables”, anche integrando nei veicoli materiali verdi o riciclati e garantendo la loro riciclabilità. Tutto questo si traduce in italiano come “far gettare via al cliente un componente complesso, perfettamente funzionante, così gliene vendiamo un altro”?  Invece di fare domande inutili, sto girando con lo specchietto protetto da un cestino di plastica da fragole, attaccato con lo scotch ….

Certo, posso contare sul libero mercato, ad esempio decidendo di comprare un auto di altra marca, la prossima volta. Però mi viene un dubbio: anni fa, facendo il consulente per il settore ricambi di un loro grosso concorrente, avevo visto da vicino il miracolo della moltiplicazione dei prezzi, per cui spazzole da tergicristallo, comperate in oriente per meno di un dollaro, venivano vendute ad oltre cinque volte di più. Sospetto che i concorrenti facciano tutti più o meno la stessa cosa. E poi, quale impatto può avere su Citroën la mia decisione di utente singolo? Nel 2017 hanno venduto più di 3 milioni di veicoli nel mondo. Quanti clienti cambierebbero auto per un problema di ricambi? Nella logica del libero mercato, PSA fa bene a comportarsi così. Evidentemente, quando una grande organizzazione si trova davanti una platea polverizzata di utenti, ciascuno dei quali di peso irrilevante, c’è un assoluto sbilanciamento del potere competitivo. Dovremo pensare ad una prospettiva di cambiamento.

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