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L’altra Piazza del Duomo: i lavoratori dello spettacolo lottano per il futuro

Sono stati oscurati, loro malgrado, dalla pagliacciata arancione del Generale Pappalardo. Ma ieri in Piazza del Duomo si è tenuta una manifestazione molto più importante – e rispettosa delle regole a tutela della salute – che non ha avuto il giusto spazio mediatico: quella dei lavoratori dello spettacolo.

Sono lavoratori che erano in difficoltà ben prima che iniziasse la crisi del covid-19. Si muovono da anni in una giungla di contratti precari o precarissimi nonostante abbiano professionalità importanti. Chiedono alle istituzioni di poter discutere delle misure da adottare per il settore in questa fase d’emergenza: sono gli attori, i tecnici luci, i doppiatori, i docenti, i musicisti, gli acrobati, i registi, gli attrezzisti cinematografici. Ci hanno ricordato, con una piazza piena, allegra ma preoccupata, che “senza l’arte non si riparte”, e hanno ragione. Chiedono inoltre al Governo un reddito di sussistenza e continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza, e l’istituzione di un tavolo di confronto tecnico-istituzionale sulla riapertura da convocare urgentemente. 

Credo che il Comune di Milano, che già ha destinato una quota importante del Fondo di Mutuo Soccorso al sostegno degli operatori che gestiscono servizi e attività culturali e ha previsto interventi mirati di sostegno economico a fondo perduto sia per il sostegno delle spese relative al mantenimento strutturale (costi locazione, interventi di sanificazione, utenze varie, archiviazione o stoccaggio di materiali utili per le attività culturali, spese condominiali, oneri accessori, ecc.), sia per contribuire alla copertura dei danni subiti in relazione alla sospensione forzata dell’attività, possa attivarsi per favorire il dialogo tra i livelli istituzionali e sostenere queste rivendicazioni. L’ultimo decreto del Governo rappresenta una prima risposta, non ancora sufficiente, e da Regione Lombardia non è arrivato alcun sostegno al comparto. 

Un cartello nella Piazza mi ha colpito fra gli altri: “senza di noi, le idee restano idee”. Questa è una battaglia che merita di essere sostenuta. 

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